Fibbie, nastri, regolatori, attacchi e cuciture sono sollecitati da un carico assiale, applicato ad una velocità di 100mm/1’ (in accordo con lo Standard Fia 8853-54/98) fino alla loro rottura o fino ad un determinato valore al quale devono resistere senza deformazioni.
Misura del microscorrimento dei nastri nei regolatori.
Il regolatore subisce 1000 cicli di sollevamenti e abbassamenti con un peso di 5 daN agganciato (par. 7.3.1 Standard Fia 8853-54/98). Al termine della prova lo scorrimento del nastro non deve essere superiore ai 25mm.
Resistenza della fibbia al carico obliquo.
Il ramo addominale della cintura è sottoposto ad un carico di 24 kN (par. 6.2.4.5 Standard Fia 8853-54/98) applicato ad una velocità di 100mm/1’. Al termine della prova non ci devono essere rotture e la stessa fibbia viene successivamente sottoposta alla prova di apertura sotto carico.
Misura della coppia di apertura della fibbia sotto carico.
La fibbia viene prima sottoposta ad un test dinamico o ad un carico obliquo e poi viene aperta dopo essere stata precaricata con 60daN, applicati alle lingue della fibbia. (par. 7.2.4 Standard Fia 8853-54/98). La coppia necessaria per avere l’apertura viene misurata ed il suo valore deve essere compreso tra 1 e 3,5 Nm.
Resistenza delle parti metalliche alla corrosione (test in nebbia salina).
Tutte le parti metalliche che compongono la cintura devono resistere alla corrosione provocata dall’esposizione per 50 ore ad una miscela di acqua e cloruro di sodio opportunamente nebulizzata.
Questa prova, prescritta dai Regolamenti ECE (europeo) e Fia, serve a verificare la resistenza e l’efficacia delle cinture da competizione. L’apparecchio consiste in un carrello che, muovendosi lungo una rotaia, viene lanciato con un sistema di elastici contro una barriera fissa. Il carrello simula evidentemente l’automobile e questo impatto dovrebbe rappresentare quello che succede in un incidente di grave severità. La cintura viene indossata da un manichino seduto sul carrello di prova, che viene lanciato ad una velocità di 50km/h e bruscamente frenato in modo da simulare un urto estremamente severo. Il manichino utilizzato è il TN10, la frenata è realizzata mediante il contatto tra tubi di poliuretano e ogive di acciaio. I sedili di prova sono di due tipi, quello più verticale per cinture a 3-4 punti di ancoraggio e quello più orizzontale per cinture a 5-6 punti di ancoraggio. Un sistema elettronico acquisisce ed elabora i dati provenienti dall’accelerometro posto sul carrello di prova e fornisce il diagramma della decelerazione subita nel dato intervallo di tempo.
Le cinture da competizione Sabelt impiegano una fibbia a sgancio rapido a
rotazione realizzata con componenti in lega di alluminio pressofusa, acciaio
e, nelle versioni ultraleggere, titanio; il meccanismo, collaudato da
trent’anni di utilizzo da parte di piloti professionisti, si contraddistingue per
le seguenti caratteristiche:
• posizioni della leva in apertura e chiusura nette e distinte;
• leva con conformazione tale da consentire l’operazione di apertura in
maniera agevole anche in situazioni di emergenza;
• assenza di parti plastiche nel meccanismo di apertura;
• resistenza a trazione statica superiore del 40% al valore prescritto dallo
Standard Fia 8853-54/98.
La versione ultraleggera con minileva rivolta verso l’alto, più volte
campione del mondo di Formula 1, ha un peso di soli 170 grammi.
La versione con minileva e riparo proteggi leva, sviluppata in
collaborazione con J.P. Montoya, ha le caratteristiche di avere una protezione
inferiore e una leva con
profilo poco prominente
atte a preservare la leva
stessa dal contatto accidentale
con le gambe o
con le braccia del pilota.
Per queste sue caratteristiche
è oggetto di brevetti
Epo, Usa e Giappone.
Le cinture Sabelt si distinguono per l’estrema leggerezza a fronte di eccezionali caratteristiche di resistenza meccanica. Anni di ricerca e sviluppo hanno consentito di ottenere un alleggerimento della cintura da competizione sino a raggiungere, nel caso dei modelli utilizzati in F1, un peso totale di appena 800 gr.
Uno dei materiali che consentono di ottenere elevate riduzioni di peso è il
titanio, che - nel livello di purezza gr. 5 (quello utilizzato da Sabelt e derivato
dall’industria aeronautica) - ha un peso specifico pari al 58% dell’acciaio e
caratteristiche meccaniche nettamente superiori.
Con il titanio vengono realizzati i principali componenti delle cinture extralight
(foto 1,2,3,4). Insieme al titanio, Sabelt utilizza per i propri componenti
anche l’alluminio, che - grazie ad un peso specifico pari al 27% dell’acciaio e
a caratteristiche di ottima lavorabilità - ha trovato impiego nei componenti
delle fibbie e dei regolatori.
Anche mediante l’acciaio al carbonio trattato termicamente è stata ottenuta
una sensibile riduzione di peso, grazie all’ingegnerizzazione di componenti
dalle dimensioni estremamente contenute e dall’ottima funzionalità, come
le minilingue presenti su tutte le cinture top formula, i nuovi T-bar anatomici
(foto 5), i regolatori Steel Pro. Sempre in acciaio vengono realizzati componenti
speciali come i moschettoni “carabiner” (foto 6) utilizzati in alcune
specifiche applicazioni.
Il particolare nastro in poliestere è un ulteriore punto di forza delle cinture
Sabelt; ottenuto grazie ad una scrupolosa scelta dei filati e ad un perfezionato
numero di fili e costruzione di trama e ordito, esso ha consentito di raggiungere
un peso di soli 85 gr/m. (nella versione 3” di larghezza) con caratteristiche di resistenza meccanica superiori del 70% al valore prescritto dallo Standard
Fia 8853-54/98 e con un’altissima resistenza all’abrasione.
Versione in alluminio per nastro 3” (foto 1):
è realizzato in lega di alluminio stampata a caldo ed è provvisto di una leva
(anch’essa in lega di alluminio) per l’allentamento rapido della cintura. Pesa
circa 100 grammi ed ha un valore di resistenza a trazione statica superiore
del 100% al valore prescritto dallo Standard Fia 8853-54/98.
Versione in acciaio + alluminio per nastro 3” (foto 2):
è realizzato con corpo in acciaio stampato e barretta pivottante in estruso di
lega di alluminio. Pesa circa 90 grammi e si caratterizza per la forma particolarmente
arrotondata e per la sua ridotta larghezza, che ne rendono minima
la protrusione dal nastro, in modo da ridurre al minimo il contatto con il
corpo del pilota. Anch’esso ha un valore di resistenza a trazione statica
largamente superiore al valore prescritto dallo Standard Fia 8853-54/98.
Versione in acciaio per nastro 2” (foto 3):
è realizzato con corpo e barretta in acciaio ed è provvisto di un carter plastico
di contenimento delle parti. Pesa circa 60 grammi ed ha un valore
di resistenza a trazione statica superiore del 100% al valore prescritto
dallo Standard Fia 8853-54/98.